venerdì 31 luglio 2026

Due ottave


Ma è proprio uscendo da questa mia dimensione di blogger che avverto la caduta. Dentro queste stanze familiari che conosco a menadito, dentro questo riflesso immutabile e senza età non vivo conflitti dannosi o insormontabili. Da fuori la percezione dell’inutilità del tutto combatte ogni giorno con la necessità e la bellezza dell’esistenza e ogni tanto si esce sconfitti. Scriverlo è esorcizzare il pericolo e la morte.

Il tuo violino suonava due ottave

sopra la mia

comprensione

anni in anticipo sul mio

sgomento

La nota sempre quella del primo

istante

del primo sguardo

Adesso so che non c’è

altro

Non esistono altri spartiti

Altre possibili fughe

Resto impresso per sempre sullo stesso

rigo.

Il tuo violino suonava due ottave sopra

La sua eco incide ancora.

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